ASSOCIAZIONE PRODUTTORI OLIVICOLI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE (AS.P.OL)

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LOTTA ALLA MOSCA DELL'OLIVO

Ecco come appare una larva di 1° generazione ai nostri microscopio: filmato

Bollettini del 16-08-07


Bollettino di Cassino – Cervaro – San Vittore del Lazio

Bollettino di Rocca d’Arce Arpino 

Bollettino di Alatri  Veroli Vico nel Lazio

 Bollettino di Anagni Acuto

Bollettino di Boville Ernica Monte San Giovanni Campano

Bollettino di Amaseno Ceccano Vallecorsa

 

TRACCIABILITA' FILIERE TRACCIATE

AZ. AGRICOLA SADDO' EDOARDO

AZ. AGRICOLA GIULIANI MARCELLA

FRANTOIO OLEARIO QUATTROCIOCCHI AMERICO

COOPERATIVA AGRICOLA COLTIVATORI CERVARESI

S

MOSCA OLEARIA

METODI DI LOTTA

 

METODI DI LOTTA BIOLOGICA

Le infestazioni di questo dittero sono influenzate da diversi fattori, in particolare dalle condizioni climatiche e dalle dimensioni delle drupe. E necessario che la drupa abbia una dimensione sufficiente per permettere nutrimento della larva. E' noto, infatti, che in annate siccitose, quando le olive sono piccole, le infestazioni si riscontrano non prima della meta dell'autunno.
Generalmente le infestazioni iniziano, nelle zone più meridionali, nel mese di luglio, interessando inizialmente le olive da mensa e successivamente quelle da olio.
E frequente il verificarsi di interruzioni delle infestazioni quando le temperature superano valori di 31-33 °C.
Ogni femmina depone principalmente un uovo per drupa e preferisce quelle più grosse ed esposte a Sud. Sulle piante con scarsa produzione, infatti, le drupe vengono attaccate con maggiore intensità perché poche e più grosse. Sono, comunque, frequenti i casi di drupe con più  una, ma solo 1 o 2 larve riescono a sopravvivere.
Il numero delle generazioni che questo dittero è in grado di effettuare varia in funzione delle zone ed e notevolmente influenzato dalle condizioni climatiche, generalmente sono 3-5 generazioni, ma solo 2-3 riescono a provocare danni.
Il ciclo biologico della B. oleae, nelle condizioni ottimali di temperatura, umidità e nutrimento, si compie in 23 giorni, in media sui 28-30 giorni.
Le attività di monitoraggio vanno iniziate dal mese di luglio e proseguite fino in prossimità della raccolta. Tale attività deve interessare sia il rilevamento delle catture degli adulti nelle trappole a feromone o cromotropiche, sia la verifica del grado di infestazione.

Una difesa contro tale insetto con mezzi biologici, allo stato attuale, è abbastanza difficile in quanto il danno essenzialmente provocato dalla larva che svolge la sua attività trofica all'interno della drupa. Tale comportamento larvale non consente alle sostanze attive che non hanno un'azione citotropica di bloccare l'infestazione in atto.
Nell'elenco delle sostanze attive autorizzate dal regolamento Cee 2092/91 non vi sono, purtroppo, quelle che hanno caratteristiche di citotropicità. E difficile, pertanto, pensare a una «soglia di internvento» al pari di quanto applicato nella lotta integrata.

E' necessario, quindi, intervenire con mezzi in grado di abbassare il più possibile l'entità della popolazione presente nell'oliveto. Tale azione può essere esplicata impiegando trappole per la, cattura massiva degli adulti o provocando la morte degli adulti attratti da esche avvelenate o da trappole attivate con bicarbonato di ammonio e/o con feromone e un insetticida.

Per la cattura massiva si possono utilizzare:
 

- trappole cromotropiche di colore giallo spalmate di colla e attivate con bicarbonato di ammonio e feromone (CROMOTRAP);
- trappole alimentari del tipo Mac Phail nelle quali si aggiunge del fosfato biammonico al 4% che sprigiona l'odore di ammoniaca, che esercita un'attrazione di tipo alimentare sugli adulti della mosca.
E' necessario collocare numerose trappole nell'oliveto per poter catturare il maggior numero di adulti, che in questo caso sono costituiti sia da maschi che da femmine.
In alternativa alla cattura massiva è possibile provocare la morte degli adulti, senza che essi vengano catturati, impiegando il sistema di controllo «attract & kill».
Sono già in uso, in diversi ambienti olivicoli mediterranei, trappole di diverso tipo (a sacchetto, cartoncino, ecc.) che contengono un attrattivo costituito da bicarbonato di ammonio, una capsula con il feromone sessuale femminile e un insetticida costituito da deltametrina. La funzione di tali trappole è di favorire il contatto dell'insetticida con l'adulto di B. oleae determinandone la morte. Il numero di trappole da collocare diffe­risce in funzione della loro caratteristica costruttiva e della dimensione e densità delle piante di olivo.
Alcuni di questi dispositivi sono ancora in fase di sperimentazione al fine di definire l'esatto numero da collocare per ettaro, il periodo di durata di efficacia e il grado di azione per il controllo della mosca.
Queste trappole vanno collocate nella fase di indurimento del nocciolo, prima cioè della fase di recettività delle drupe (luglio). L'Ecotrap, distribuita dalla Vioryl è molto diffusa in Grecia e, da qualche anno, anche in Italia; ne va installata 1 per pianta, ad altezza di circa 2 m, nel mezzo della chioma, all'ombra, evitando il contatto con foglie e rami. Nel periodo di inizio autunno (dopo 2-3 mesi dall'installazione) vanno sostituite in quanto perdono la loro efficacia. Le trappole vanno installate in numero di 100 per ettaro (per densità di 80-120 piante/ha) e dovrebbero offrire una protezione pin prolungata, assicurando ugualmente un'efficacia nel controllo dell'infestazione per tutto il ciclo produttivo della coltura.
Dalle varie sperimentazioni effettuate in Italia, nelle diverse realtà olivicole, e stato possibile constatare che con entità basse di popolazione di Bactrocera oleae si raggiunge un buon contenimento delle infestazioni, mentre nei casi contrari non si ottengono sufficienti risultati.

La lotta biologica nei confronti della B. oleae non ha ancora registrato livelli di controllo soddisfacenti. Diverse sono le esperienze attuate impiegando il Braconide Opius concolor (Szepl). Infatti, l'utilizzo in Italia di questo parassita endofago delle larve della mosca risale al 1961 in Sicilia, successivamente nel 1969 in Puglia, nel 1991 in Toscana e nel 1992 nuovamente in Sicilia, e recentemente in Sardegna e Puglia.
Le feminine depongono le uova su larve di III eta dell'ospite e le pupe di Opius si sviluppano nei pupari di Bactrocera e gli adulti fuoriescono formando un tipico foro circolare sulla pupa.

I risultati di tale metodo di controllo sono sempre stati incoraggianti, ma gli elevati costi per la produzione del parassitoide, nonostante siano state migliorate le tecniche di allevamento, non hanno finora consentito un'applicazione pratica su grandi comprensori. E necessario, infatti, riprodurre ogni anno un elevatissimo numero di adulti di Opius concolor a causa della sua incapacità di acclimatamento nei nostri ambienti e di sopravvivere ai rigori invernali.
Tra i parassitoidi ectofagi delle larve della Bactrocera oleae, osservati fre­quentemente in natura, vanno citati:

Cyrtoptyx latipes Rond. Depone le uova in prossimità o sulla larva del dittero dopo averla immobilizzata; la larva caratterizzata da due piccole antenne coniche sul capo; compie 3 generazioni impiegando per ognuna dai 18 ai 30 giorni, secondo le condizioni climatiche.

Eurytoma martellii Dom. Il suo ciclo biologico è di 20-30 giorni e può compiere 2-3 generazioni come parassita delle larve. E anche parassita di Imenotteri Cirripidi galligeni della quercia. Le sue uova si distinguono dalle altre per la presenza sulla superficie di numerose setole.

Eupelmus urozonus Dalm.. E un cidoideo ed è la specie par diffusa; compie 2-3 generazioni sulle larve della Bactrocera oleae sulle quali provoca una lenta e graduale paralisi; è anche un iperparassita, potendosi sviluppare a spese di larve di Pnigalio e di Eurytoma. In alcuni casi può comportarsi anche come zoonecrofago, deponendole uova su larve già morte. L'azione di parassitizzazione si estende, a differenza degli altri predatori, anche sulle pupe di Bactrocera oleae, riconoscibili per la presenza di un'area leggermente imbrunita sulla superficie esterna, attorno al punto in cui il parassita ha perforato con la terebra. E' possibile ritrovare più uova in una galleria di Bactrocera oleae, ma nella maggior parte non sempre le larve completano il loro sviluppo. Eupelmus urozonus sfarfalla aprendosi un foro circolare attraverso la polpa, ben distinguibile da quello praticato dalla mosca.

Il Pnigalio mediterraneus Fer. e Del.. Anch'esso è molto diffuso e si sviluppa a spese delle larve immobilizzandole prima di deporre l'uovo. La larva di questo Calcidoideo è caratterizzata dalla presenza sul capo di due protuberanze coniche. Negli adulti si riscontra una notevole differenza nelle antenne tra i due sessi, flabellate nel maschio e genicolate nella femmina. II grado di parassitizzazione del P. mediterraneus nei confronti dei vari stati biologici della mosca può raggiungere valori anche superiori al 50%.n molti casi e

 

in alcune annate le infestazioni di mosca raggiungono percentuali elevate e la combinazione dei diversi mezzi di controllo sopra descritti può non contenerle, per cui va previsto, ove è possibile, quando si è già in fase di maturazione delle drupe, una raccolta anticipata delle olive e una molitura delle stesse dopo 1-2 giorni. E stato, infatti, verificato che anche infestazioni di mosca elevate (40-50%) non determinano alterazioni chimico-organolettico se le olive vengono molite nell'arco di 24-36 ore dalla raccolta, prima cioè che si verifichino fenomeni di degradazione a carico delle zone in cui è stata scavata la galleria dalla larva.

 

METODI DI LOTTA CHIMICA

La lotta chimica tradizionale prevede, al superamento di soglie stabilite all’1 % per le olive da mensa e al 10-15 % per quelle da olio, l’uso di insetticidi a base di Dimetoato, Formotion, Fention, Fenitrotion, Triclorfon diretti contro le larve. In particolare il primo prodotto è caratterizzato da una forte citotropicità (per raggiungere le larve nella polpa) e da un'elevata solubilità in acqua per evitare rischi di contaminazione dell’olio con residui.

 

larve di bactrocera oleae

LARVE DI BACTROCERA OLEAE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cromotrap

CROMOTRAP

Trappola cromotropica caratterizzata da una sezione a stella per il monitoraggio e la cattura massale dei Ditteri

 

 

 

 

trappola mosca olearia macphail

TRAPPOLA MAC PHAIL

Le trappole alimentari tipo Mac-Phail consistono in un recipiente trasparente di vetro o plastica che viene alimentato con fosfato biammonico al 4%.

 

trappola mosca olearia bc s

PANNELLO ATTRATTIVO DELLA AGRI SENSE BCS

E' costituita da un pannello di cartoncino che va sagomato a imbuto su rami di 2-3 anni. Su di esso e spalmata una sostanza insetticida e sono allocati l'attrattivo con il feromone e quello con sostanza alimentare. Si compone di: lambda-cyalotrina microincapsulato, di bicarbonato d'ammonio, 1,7-dioxaspiro-(5,5)-undecano.

ecotrap

ECOTRAP

E' costituita da un contenitore a sacchetto in polietilene, rivestito esternmente da una carta speciale trattata con deltametrina e contenente 1,7 - dioxaspiro - (5,5) - undecano(feromone con funzione attrattiva) e bicarbonato di ammonio 98,9%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pNIGALIO ADULTO

PNIGALIO ADULTO

 

PNIGALIO LARVA

LARVA DI PNIGALIO

Larva di pnigalio in fase di parassitizzazione

 

 

 

 

 

 

 

adulto di Bactrocera

ADULTO DI BACTROCERA OLEAE